Lo sportello Autismo dell’Istituto Ancel Keys di Castelnuovo

L’Istituto Ancel Keys è stato individuato come prossima sede satellite dello Sportello Provinciale Autismo di Salerno. La nostra scuola si occupa da sempre dell’inclusione come un punto nodale della sua ‘mission’. Questo servizio va in questa direzione, per fornire un supporto alla comunità, attraverso la condivisione delle buone prassi sull’autismo e per mezzo di personale formato appositamente per tale scopo. Le diagnosi sull’autismo sono molto aumentate negli ultimi anni ed è importante intervenire tempestivamente con degli interventi educativi e didattici mirati.
Per migliorare la qualità della vita dei bambini e ragazzi con autismo si rende, quindi, quanto mai auspicabile una condivisione ed una diffusione delle conoscenze su questo argomento che coinvolge in maniera sempre maggiore la nostra società. Lo sportello, quindi, nasce per dare un supporto a tutti i docenti che si occupano nelle loro classi di alunni con autismo e alle famiglie di questi bambini o adolescenti.
La scuola ha inoltre predisposto un sito, raggiungibile dalla home page dell’Istituto, per fornire notizie sulle risorse esistenti on line che riguardano i disturbi dello spettro autistico. Attraverso il sito sarà inoltre possibile mettersi in contatto con le figure di riferimento della scuola che si occupano dello sportello per fornire una consulenza a chi ne faccia richiesta.

Il primo sportello autismo in Italia

Il primo sportello autismo in Italia nacque a Vicenza nel 2007. L’esperienza positiva di questo servizio verrà estesa a tutte le province italiane. Salerno ha già iniziato questo percorso. Data l’estensione del territorio della nostra provincia, oltre allo sportello delI’Istituto comprensivo Calcedonia di Salerno ne verrà istituito un altro, come ufficio satellite,  nella nostra scuola, l’istituto Ancel Keys di Castelnuovo Cilento.

I.C. Calcedonia di Salerno, sede del CTS e dello sportello provinciale autismo. L’Istituto Ancel Keys istituirà uno sportello autismo satellite di quello di Salerno, data l’estensione territoriale della provincia.

I Cts e i Cti fanno parte di una rete di istituzioni nata per  favorire l’inclusione degli alunni con disabilità. I Cti operano a livello distrettuale, mentre i Cts lo fanno a livello provinciale. Il loro coordinamento spetta agli Uffici Scolastici Regionali, mentre a livello nazionale opera il Coordinamento nazionale dei CTS, presso il Miur.

Progetto sportello autismo e accordo di rete “Scuole in rete per l’autismo”

Progetto sportello autismo

Accordo di rete “Scuole in rete per l’autismo”

Le finalità dello Sportello

Attraverso lo sportello la scuola vuole fornire il proprio supporto ai docenti che si occupano di alunni con autismo fornendo loro consigli sulle metodologie possibili e un lavoro di collaborazione per trovare le soluzioni che possono favorire l’inclusione  degli alunni con disturbi dello spettro autistico (DSA). L’esigenza è sempre più avvertita. Il numero di alunni con DSA sta aumentando, secondo le statistiche. È quindi necessario che le metodologie più efficaci vengano conosciute e condivise. Nonostante vi siano enormi differenze nelle esigenze degli alunni, vi sono comunque molti approcci che hanno dimostrato la loro efficacia. Occorre, però, intervenire al più presto e con continuità. Lo scambio di esperienze risulta necessario e occorre impegnarsi a realizzare le strutture necessarie a favorirlo. Lo Sportello Autismo è un’ottima opportunità per attuare questo proposito che, purtroppo, si scontra spesso con mille ostacoli e difficoltà.

Sogno o realtà

I problemi, come è stato appena accennato, sono molti. Occorrerà del tempo prima che lo sportello sia pienamente operativo. A Vicenza lo sportello è nato nel 2007, ma è diventato attivo nel 2009, perché è stato necessario creare un sistema, essendo una novità assoluta. Inizialmente lo sportello si occupava solo di 7 alunni attraverso il lavoro di 12 docenti. Nel 2014 seguiva 95 bambini e ragazzi su un totale di 245, il 40%, attraverso 32 docenti.

Il servizio si attiva su richiesta delle scuole, anche se, ormai, sono le famiglie a richiederlo per prime. In realtà, lo sportello non segue gli insegnanti o le famiglie, ma i consigli di Classe. Lo sportello autismo di Vicenza offre un servizio di supporto e consulenza sull’organizzazione didattica. Viene fornito da insegnanti che hanno seguito uno specifico percorso di formazione e con pregresse esperienze con alunni con autismo. Il servizio della scuola riguarda, non aspetti psico-socio-sanitari, ma solo quelli didattici. Si offre, quindi, come supporto per l’organizzazione degli spazi, dei tempi e sull’uso dei materiali a scuola. Per i ragazzi con DSA, infatti, l’organizzazione degli spazi e dei tempi è fondamentale per la loro inclusione a scuola.

Condividere per crescere

Il problema principale per la scuola è che le esperienze maturate dagli insegnanti viene disperso. Con lo sportello si vuole evitare che ciò avvenga, creando maggiori opportunità per una loro condivisione, anche attraverso questo stesso sito web. Un’altra finalità che si vuole perseguire è la messa a disposizione di queste competenze anche per le famiglie che non hanno i mezzi per pagare un supporto esterno alla scuola.

L’esperienza dello sportello di Vicenza ha dimostrato che la scuola può offrire un servizio utile alla cittadinanza. I punti di forza, secondo quanto appreso con l’esperienza dei referenti dello Sportello Autismo di Vicenza, sono il lavoro in rete, il peer teaching (lo sportello si rivolge solo ad insegnanti) e la valorizzazione della risorsa classe. Con il peer tutoring – strutturato per obiettivi – sono stati coinvolti anche  i ragazzi che hanno preparato delle schede di sintesi per spiegare dei concetti o delle attività da far svolgere ai compagni con autismo. In questo modo, non solo è stato fornito un aiuto ai ragazzi con disabilità, ma sono aumentate anche le competenze dei tutor.

Quale futuro?

Il futuro vede la scuola impegnata a lavorare per tenere insieme una rete di supporto alle esigenze dei propri alunni, nella consapevolezza che la diversità è una ricchezza che può essere messa in evidenza e a disposizione di tutti attraverso un lavoro sinergico tra la scuola, gli operatori e le famiglie.

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