Il cortocircuito delle emozioni: Daniela Lucangeli

La prof.ssa Lucangeli parla degli effetti del potenziamento nelle disabilità. Il ruolo dell’ambiente è fondamentale per gli apprendimenti. Il cervello è plastico e si modifica in base all’ambiente. L’etica della scienza per la scuola può funzionare da moltiplicatore, nel senso che se si trasmettono le buone prassi basate sulle scoperte della scienza, l’effetto che si può avere sugli alunni si moltiplicherà grazie alla trasmissione di queste tra gli insegnanti che la applicheranno nel corso degli anni. La prof.ssa Lucangeli parla del corto circuito emozionale che determina le difficoltà di apprendimento.


Parla poi del dolore, chiedendo cosa sia. Il sistema centrale e quello periferico sono influenzati dalle emozioni. I circuiti cognitivi ed emozionali sono distinti, ma sincroni. Le emozioni sono dei circuiti che risalgono a stadi evolutivi così lontani che sono ben al di sotto della struttura cosciente. “Sono molto più veloci e determinanti di ogni altro atto della vita umana”. Al di sopra c’è il sistema cognitivo, al di sotto c’è il sistema energetico (battito del cuore, coloritura del derma, ecc.). In millesimi di secondi l’organismo modifica tutti i parametri vitali. I 3 sistemi principali del sistema cognitivo sono: da fuori a dentro quando apprendiamo, quando pensiamo qualcosa il sistema è da dentro a fuori, in mezzo c’è la funzione da dentro a dentro – funzione creativa. Questa fase trasforma quello che ‘sai tu’ (ciò che apprendiamo) e viene arricchito da ciò che sono io (arricchito di emozioni e altre conoscenze). Noi siamo intelligenza sociale, i nostri pensieri sono risorsa per gli altri. Le emozioni in queste fasi avviano la risposta. Se – quando imparo – sperimento delle emozioni (consapevolmente o meno), vengono tracciati dei circuiti. Se si sperimenta paura, ogni volta che riprendo il meccanismo cognitivo appreso dalla memoria a lungo termine, accanto all’apprendimento il cervello riporta l’emozione che ha tracciato in precedenza. Mentre imparo le tabelline, stabilizzo che non sono capace di ricordarmela (emozione). Se – mentre apprendo – provo ansia, stabilizzo la sensazione dell’ansia ogni volta che apprendo. Il meccanismo emotivo è molto più potente e se ne è meno consapevoli. Se posso controllare i meccanismi cognitivi, posso poco sui circuiti emozionali che stanno alla loro base. Se la memoria degli errori si trasforma in memoria stabile del dolore, il cervello avviserà il bambino che per quell’attività c’è un pericolo, causando un corto circuito delle emozioni. I circuiti cognitivi, quindi, sono influenzati da quelli emozionali. Agli alunni interessa togliere il dolore della loro fatica, non la correzione dell’errore. Apprendere con allegria è 200 volte più efficace che con le emozioni antagoniste. Questo lo si può fare anche se gli alunni hanno delle prestazioni inadeguate..Bisogna evitare l’emozione della colpa e della paura. La paura è quel meccanismo ‘animale’ che – di fronte a ciò che viene percepito come un pericolo – ci fa reagire con la fuga. Ogni volta che a scuola i bambini provano paura il loro cervello gli invia l’impulso di fuggire dal pericolo. La colpa vede due soggetti coinvolti, insegnante e allievo. L’insegnante demanda la colpa all’alunno, non assumendosi la responsabilità dell’errore. La colpa, quindi, deriva dalla mancanza di assunzione di responsabilità da parte dell’insegnante che indica la causa dell’errore nel bambino. Questa emozione è molto radicata e silente. Bisogna uscire da queste emozioni negative riconoscendo il diritto a sbagliare, il diritto all’aiuto. Bisogna far sentire al bambino che l’insegnante è suo alleato e non alleato dell’errore, le tecniche da sole non bastano. Inoltre, le parole non sono di per sé significative, lo sono i toni e le i sistemi non verbali.  Il potere dell’educazione, ci dice la Lucangeli, è infinito. Occorre prenderne consapevolezza. L’insegnante aiuta e non giudica.

Ringraziamo la prof.ssa Anna Finamore per averci segnalato il video.

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