Ragazzo con autismo non verbale trova la sua voce

Un bellissimo video con una bella notizia: un ragazzino di 9 anni, con autismo, non verbale, che non ha mai potuto esprimere i suoi pensieri fino all’età di otto anni, con un software e un tablet riesce finalemente a farlo. Intervistato dalla giornalista, alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?”, lui risponde: “Lo scrittore, voglio parlare dell’autismo per far capire cosa significhi vivere con l’autismo”. Una storia che finisce con la presentatrice del notiziario visibilmente commossa da questa bella storia.
Sottotitoli a cura di Giovanni Gatto.



Niki Talk

Una app di comunicazione aumentativa e alternativa.

da Wikipedia:

Con Comunicazione Aumentativa e Alternativa (detta anche CAA) si indica un insieme di conoscenze, tecniche, strategie e tecnologie atte a semplificare ed incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad usare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo il linguaggio orale e la scrittura[1].
Viene definita Aumentativa in quanto non si limita a sostituire o a proporre nuove modalità comunicative ma, analizzando le competenze del soggetto, indica strategie per incrementare le stesse (ad esempio le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, nonché i segni). Viene definita Alternativa in quanto si avvale di ausili e della tecnologia avanzata. Tale approccio ha come obiettivo la creazione di opportunità di reale comunicazione e di effettivo coinvolgimento della persona; pertanto dev’essere flessibile e su misura della persona stessa.

L’IBM aiuta le persone con autismo

L’IBM e il suo supercomputer Watson vengono in aiuto delle persone con autismo. Di solito si parla dell’uso dei computer per trovare una ‘cura’ (anche se l’autismo non è una malattia, ma una condizione), ma questa volta si tratta di qualcosa di diverso e molto interessante. Non cerca qualcosa che prevenga l’autismo, ma fornisce un aiuto a chi ha un disturbo dello spettro autistico. Questo progetto – dice Robert J. Szcerba (padre di un ragazzo con autismo e autore dell’articolo di cui trovate il link in fondo a questa pagina) – va oltre l’obiettivo della “awareness” (consapevolezza) sull’autismo, per andare verso “inclusion and acceptance” (inclusione e accoglienza).

Ibm Content Clarifier (collegamento alla demo)

La nuova applicazione di Watson (il supercomputer) si chiama Content clarifier (trad: chiarificatore di contenuti). Questo programma è un insieme di machine learning, natural language processing e cognitive technologies. Il programma elabora lunghi e complicati contenuti e ne filtra, eliminandoli, i contenuti superflui, le frasi e i concetti espressi più volte, convertendo, così, il testo originale in uno più semplice e lineare da comprendere per l’utente. Il contenuto viene quindi creato su misura per le persone con autismo. Il programma Content Clarifier, per mezzo di infrastrutture basate sul cloud e sul cognitive computing, sintetizza il contenuto in un testo più lineare, sostituendo gli eufemismi con frasi più dirette, aggiungendo immagini (si sa che molte persone con autismo apprendono meglio con l’uso delle immagini) e contenuti rilevanti per l’argomento trattato (mappe, risorse sul web, pronuncia fonetica). Rende più semplice la lettura con l’intento di aiutare la comprensione generale. Questo software riesce persino ad analizzare il tono emotivo di un testo scritto, sempre col fine di renderlo più comprensibile (una delle principali difficoltà dei ragazzi con autismo è appunto l’interpretazione delle emozioni).

Vediamo alcuni esempi.

Modo semplificato:

Modo semplificato: il Content Clarifier manipola il lessico e la grammatica per semplificare il testo

Modo sintetizzato:

Modo sintetizzato: per una rapida lettura

Modo ‘ultra’:

Modo Ultra: il testo viene elaborato due volte per una maggiore semplificazione del contenuto
Modo ‘migliorato’: in questo modo vengono aggiunti altri elementi come le mappe per aumentare la comprensione

Breve sintesi del testo del video: La tecnologia è utilizzabile sia sui pc che nelle applicazioni degli smartphone. Esiste anche una app on line per sperimentare il software. Basta inserire un testo per vedere il risultato. Il testo che viene sostituito appare di colore verde. Cliccando sul pulsante ‘enhanced mode’ vengono inseriti dei link per informazioni aggiuntive che chiariscono i contenuti (notizie sui personaggi citati, immagini e pronuncia di alcune parole). In questo modo diventa uno strumento di apprendimento che utilizza il metodo di apprendimento (con o senza enhancement) preferito dall’utente. si può anche semplicemente sintetizzare il testo. Infine c’è l’ultra mode.

L’applicazione può rivelarsi utile anche per chi ha l’inglese come seconda lingua.

Fonte della notizia (di Robert J. Szcerba)

Una app per comunicare con bambini con autismo: Tippy talk

Tippy talk
Il padre di una bambina con disturbi dello spettro autistico ha pensato di creare una app per facilitare la comunicazione con la figlia. L’app, chiamata Tippy talk, si basa sull’idea dello scambio di immagini per comunicare con i ragazzi con autismo (PECS, picture excange communication system).
Il problema con questo sistema (quello con le figure che si attaccano ad un quaderno di velcro che vengono staccate o indicate per comunicare qualcosa) è che i pezzi si possono perdere o danneggiare. L’immagine, inoltre, deve essere indicata in presenza del familiare oppure consegnata nelle sue mani. L’applicazione, invece, utilizzando (come prototipo iniziale) uno schermo fatto per applicazioni industriali, permette al bambino di inviare ai familiari dei messaggi con il significato delle immagini sul loro telefonino (così come accade con Whatsapp). In questo modo i bambini potrebbero comunicare qualcosa ai genitori anche se si trovano in un’altra stanza.
Quando si sceglie un’immagine che rappresenta qualcosa che si vuole comunicare, il software lo traduce in un ‘messaggino’. L’idea era, nel video seguente, in fase di realizzazione attraverso una start up del padre della bambina.

Traduzione del prossimo video:
I bambini che comunicano con linguaggio non verbale, usano le immagini. Il papà di questa bambina ha avuto un’idea per aiutarla. Sadie (così si chiama la bambina) ora può comunicare un desiderio, una volontà, un bisogno, un sentimento (nel video si vede il messaggio: “papà voglio andare sull’altalena”), riducendo la frustrazione (per non riuscire a farsi comprendere, ndr). Può così comunicare (la bambina clicca sulla figura del cuore e il papà riceve il messaggio “Ti voglio bene”).

Tippy Talk Tutorial Three Creating and Editing Needs,Wants & Desires

Traduzione:
Per aggiungere o modificare una volontà, un bisogno, un desiderio, scorrere le dita da sinistra sullo schermo del tablet per far apparire il menu di modifica. Cliccare, in questo menu, il simbolo ‘+’ per aggiungere un nuovo oggetto. Dopo si inserisce il nome dell’oggetto e il testo che apparirà nel messaggino del familiare quando il bambino clicca sull’immagine. Le foto si aggiungono dalla galleria oppure si può usare la fotocamera del tablet o smartphone. Ora quando l’oggetto viene ‘cliccato’ (selezionato), un messaggio viene inviato. Per selezionare un’immagine da internet, cercarla con google, salvarla nella propria galleria fotografica e poi selezionare l’immagine dall’app (poi si procede come prima).

Creare storie sociali per l’autismo, libro e app

Storie sociali per l’autismo

La comprensione dei rapporti sociali è uno degli ‘ostacoli’ che più di frequente gli alunni con disturbi dello spettro autistico si trovano ad affrontare. Gli insegnanti cercano in tanti modi di trovare delle strategie per aiutarli in questo ambito. Un metodo che vale la pena provare è quello della creazione di storie sociali. Il testo di Caroline Smith spiega quali possano essere delle regole efficaci per realizzarle, basandosi sulla sua lunga esperienza con bambini con disturbo dello spettro autistico.
Di seguito trovate il testo di Caroline Smith. Cliccando sull’immagine della copertina verrete indirizzati sulla pagina del sito Erickson dedicata al testo. Cliccando di nuovo sull’immagine della copertina, potrete leggere un’estratto del testo.

Storie sociali per l'autismo
Libro della Erickson sulle storie sociali

“Questo libro, nato dalla pluriennale esperienza nel campo dell’autrice, è una guida pratica che spiega nel dettaglio come inventare nuove storie sociali da sottoporre a bambini e adolescenti con autismo. Riporta alcuni esempi di storie che sono state utilizzate con successo, oltre che schede dalle quali partire per crearne di nuove. Ogni storia prende spunto da situazioni di vita reale, e spiega come ci si deve comportare in situazioni simili. L’ultima parte del volume fornisce inoltre indicazioni e materiali necessari a chi volesse attuare dei corsi di formazione all’uso delle storie sociali.”

Niky Story, app per creare storie sociali

NIki Story
App per ipad per creare storie sociali o ebook

Con questa app si possono realizzare delle storie sociali (o qualsiasi tipo di storia con testo e immagini) che potrebbero rivelarsi utili per ragazzi con difficoltà di apprendimento o con problemi di comportamento. Potrebbero, se supportate da una buona programmazione, essere utilizzate per migliorare le capacità espressive, la comprensione, le capacità narrative, la capacità di memorizzare, l’autonomia, l’inclusione e la partecipazione nei contesti di vita.

In questo video vengono mostrati degli esempi di possibili storie che si possono realizzare con Niky Story.

Abbiamo visto un’altra app, di recente, che permette di creare storie in un altro modo, attraverso dei cartoni animati in 3d:
Toonstatic 3d

Sviluppare la creatività con Toonstatic 3d by Google

Toonstatic 3d è un’app interessante per stimolare la creatività degli alunni. Ha attratto l’attenzione di Google che l’ha acquistata dai suoi creatori. Permette di realizzare delle storie animate “in 3d” molto semplici, ma piacevoli dal punto di vista grafico.
Realizzarle è molto semplice, anche se occorre attenersi ai personaggi e ai ” mondi” realizzati dai programmatori della app. È disponibile per android e ios (Ipad e Iphone) ed è gratuita. Può insegnare ai ragazzi che per realizzare una storia occorre progettare prima gli eventi, creare dei ruoli per i personaggi e pensare a come potrebbero reagire insieme in certe situazioni. Potrebbe aiutare la consapevolezza dei metodi metacognitivi nella creazione di un racconto e nella produzione scritta in generale.

Recensione su mamamò

Versioni dell’app:

Toonstatic 3d per Android

Versione per Iphone e Ipad