Uno studio negli USA rivelerebbe che l’autismo si forma in gravidanza

Dagli Stati Uniti arriva una notizia che fornisce delle ipotesi molto interessanti sulla formazione dell’autismo nei bambini. Da uno studio recente, infatti, è emerso che si forma già nell’utero materno. Questo fornirebbe importanti implicazioni sulla misteriosa origine dell’autismo.

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La dott.ssa Paola Visconti ci spiega l’autismo

La dott.ssa Paola Visconti, UOC di Neuropsichiatria infantile, IRCSS presso l’Ospedale Bellaria di Bologna, è una delle maggiori esperte del problema e descrive cos’è l’autismo allo stato attuale in un video tratto da un programma di Rai Scuola (la trasmissione è stata pubblicata il 9 giugno 2015).

Vengono spiegate le caratteristiche più importanti e ricorrenti dell’autismo.

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Perché le diagnosi di autismo sono aumentate?

Wired ci spiega quali potrebbero essere le cause dell’aumento delle diagnosi di autismo degli ultimi anni. Vengono così ridimensionate molte ipotesi non realistiche, riportando la discussione nelle giuste proporzioni.

Le diagnosi di autismo sono in aumento, ma che cosa significa davvero?

Autismo, cause genetiche ed ambientali

L’autismo e i disturbi dello spettro autistico definiti dal prof. Paolo Curatolo, Direttore dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Tor Vergata di Roma. Le cause, spiega il prof. Curatolo, sono sia di natura genetica che di natura ambientale. Restano, però, ancora misteriose e sono allo studio attualmente in tutto il mondo. Il prof. spiega anche quali siano i sintomi per una diagnosi precoce. È importante riconoscere subito i sintomi perché nei primi anni di vita è ancora aperta una finestra della plasticità cerebrale. I fattori ambientali interagiscono con i fattori genetici migliorando la sinaptogenesi, il network delle vie cerebrali che collegano un’area all’altra. L’autismo è comunque un problema cronico. Se presi in tempo, una parte dei bambini, con disturbi lievi, riescono a migliorare a tal punto da uscire dalla soglia dell’autismo, pur mantenendo delle difficoltà nell’interazione. La maggior parte, però, tende a mantenere il disturbo nell’età adulta. In adolescenza possono comparire dei comportamenti problematici. La terapia è di tipo psico-educativo e comportamentale nei primi tre anni. Tra 3 e 6 anni diventa più comportamentale e cognitiva tra 3 e 6 anni di vita. Al momento dell’adolescenza, se compaiono dei sintomi di aggressività, iperattività, ansia, ecc., occorre intervenire con dei medicinali che non curano l’autismo, ma curano queste comorbilità.

La chiave della terapia non si può limitare a visite settimanali di logopedia e psicomotricità. La terapia deve essere specifica per l’autismo. Raramente comporta problemi motori, tra l’altro. Occorre utilizzare la terapia 24 ore su 24. Occorre che gli insegnanti e gli operatori lavorino insieme ai familiari per facilitare l’inserimento con i coetanei, espandere i suoi interessi, distoglierlo dalla ripetitività, stimolarlo nella comunicazione e nell’interazione sociale  e renderlo autonomo.

Ci sono molti progressi nella conoscenza dell’autismo e siamo in grado di mettere in atto delle terapie migliori. Non abbiamo più alcune forme di autismo dovute a cause metaboliche. Si può quindi prevedere che in futuro vengano scoperte ulteriori terapie efficaci che possano ridurre queste cause che portano ad alcune forme di autismo.

Infine il prof. parla della sindrome di Asperger in cui dei bambini maschi, crescendo manifestano un carattere bizzarro, sono molto ingenui, non capiscono molto bene l’ambiente circostante. Mancano di malizia, sono a volte maldestri, possono parlare con un linguaggio molto forbito. Per queste caratteristiche possono essere vittima di bullismo da parte degli altri ragazzi. Possono avere ottime qualità, disegnare bene, avere buona memoria, essere portati per la musica. Bisogna coltivare queste qualità.