Un parco giochi per bambini con disabilità e tanti prodotti per ragazzi con autismo

Un altro video dal Vlog “Fathering autism”. In Florida sta avvicinandosi un uragano e i negozi sono stati presi d’assalto. Vediamo cosa sta facendo Abigail e la sua famiglia. I sottotitoli riguardano solo alcune parti del video. La parte che mi sembra più interessante è quella riguardante un parco giochi dedicato ai bambini con disabilità. Abigail è la ragazza più grande nel parco e il suo gioco preferito è l’altalena.

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Quando un ragazzo con autismo non verbale non si sente bene

Abigail, ragazzina non verbale, è stata male e ha combinato un macello durante la notte nella sua stanza. Il problema dei ragazzi non verbali è che spesso non pensano di comunicare neanche quando sono a disagio perché non stanno bene. Lo scenario che si è palesato ai genitori la mattina dopo è stato alquanto sconvolgente. Seguiamo le vicende della nostra famiglia di vloggers preferita. L’audio è in inglese, ma ci sono i nostri sottotitoli in italiano fino al sesto minuto (il resto riguarda più che altro un incontro di football del fratello Isaiah, meno interessante per noi).

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Braccialetti identificativi per la sicurezza dei ragazzi con autismo

In questo video si parla di un argomento davvero importante: braccialetti identificativi. All’inizio, dopo aver visto la stanza ridotta male da Abigail per qualche crisi passeggera, il padre parla di uno speciale braccialetto da far indossare ad Abi nel caso si smarrisse (spesso cerca di scappare). Sul braccialetto c’è il simbolo dell’autismo e i nomi e i recapiti dei genitori. È un prodotto molto utile, basti pensare a quante volte i ragazzi con autismo si smarriscono. Sarebbe sicuramente interessante riuscire a far indossare anche quei piccoli oggetti che permettono di vedere la posizione di chi li porta tramite lo smartphone.
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Crisi e autismo: Abigail torna a scuola e ha una piccola crisi

Un altro episodio delle vicende di Abigail. L’estate sta finendo e la scuola sta per iniziare di nuovo. Abigail va ad un incontro a scuola, ma è contrariata, anche perché non sa che la scuola non è cominciata per davvero, ma è solo un incontro informale con la nuova assistente e gli insegnanti. Per questo va incontro ad una crisi.

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Autismo e luoghi affollati: il supermercato

Un video tratto dal nostro canale di Youtube preferito: Fathering autism. Questa volta possiamo vedere un po’ come si comporta una ragazzina non verbale in un supermercato. Sappiamo quanto problematico sia un posto come questo per chi ha problemi di input sensoriali. È un luogo pieno di gente, rumori, richiami, pubblicità. Niente di meglio che un luogo come questo per provocare un bel sovraccarico sensoriale con conseguente meltdown. È quello che accadrà? Cosa fare in queste occasioni? Evitare di portare i ragazzi al supermercato? Non è necessario. Come comportarsi con i ragazzi che hanno problemi in queste situazioni? Come reagiscono le persone? I problemi ci sono, ma si possono gestire. Occorre pazienza e qualche accortezza. Se i ragazzi non vengono mai messi nella condizione di poter affrontare determinate situazioni, non potranno mai imparare a gestirle.

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Il linguaggio dei segni modificato per comunicare con i ragazzi con autismo

Abigail

Il nostro Vlogger preferito oggi ci mostra come sua figlia Abigail comunica attraverso il linguaggio dei segni modificato. Abigail non è verbale, per questo le sono state insegnate delle parole che le servono a far capire cosa vuole fare, se vuole fare un’attività o meno ecc. Il linguaggio è la prima cosa cui puntare per i ragazzi con autismo. Bisogna intervenire su questo aspetto il prima possibile, è un aspetto cruciale che ha implicazioni su tutto il loro sviluppo, compresa la gestione delle crisi che avvengono molte volte proprio per l’incapacità di comunicare dei ragazzi. È ovvio che le cose si complicano quando il ragazzo o la ragazza non riescono a comunicare quello che vogliono, quello che sentono. Anche se i ragazzi non sono verbali, ci sono molti altri modi per comunicare. Abbiamo visto il video ‘Mi chiamo Neal’ in cui un ragazzo ha mostrato come poteva comunicare attraverso un tablet. Si possono usare immagini, linguaggio dei segni ecc.

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