L. Todone. Autismo: comunicazione e linguaggio nei bambini

Quali abilità insegnare ai bambini con autismo? Ecco quali  sono le priorità nell’insegnamento, secondo il dott. L. Todone, analista del comportamento BCBA. In questo filmato possiamo vedere parte della sua relazione intitolata “Verbal Behaviour, training e strategie per incentivare la comunicazione nei bambini con autismo” del 5 marzo 2012 a Ferrara nell’ambito del seminario Autismo e Scuola.

scripting

Cos’è lo scripting per l’autismo?

Ci sono due tipi di scripting: “l’echolalia scripting” e il “social scripting”.

Echolalia scripting

Si tratta della ripetizione, da parte di persone con autismo, di frasi tratte da film oppure da conversazioni ascoltate. Molti sono contrari a questo tipo di comportamento, perché si ritiene, come per lo stimming (movimenti ripetitivi), che sia un modo per la persona di chiudersi nel suo piccolo mondo. In realtà, a detta di molte persone con autismo, l’echolalia scripting è un modo per divertirsi e può anche diventare un mezzo per esprimersi, per avere un’interazione sociale o almeno un coinvolgimento, un modo di manifestare la propria presenza in un momento di socializzazione.

Quando ci si ritrova in famiglia a parlare del più e del meno e un bambino con autismo interviene ripetendo delle frasi che ha imparato a memoria, questo può infastidire i familiari, perché pensano che non stia attento a quello che gli altri dicono. Si tratta, invece, di un modo per cercare di entrare nella conversazione, con qualcosa di divertente.

Ripetere delle frasi da un film o fare delle citazioni da un libro può avere senso per la persona con autismo in quel momento, perché magari non riesce ad esprimere con parole proprie quello che vuole esprimere, oppure è un modo per lui di divertirsi.

Social scripting

Le persone con autismo tendono ad imparare i modi di dire in situazioni sociali, traendo le frasi da film, libri, ecc. Per questo, spesso salutano sempre allo stesso modo. Cercano di imitare quello che ascoltano in varie situazioni, a causa delle loro difficoltà nella socializzazione. Anche se si tratta di frasi ‘ripetute’ non bisogna sottovalutare il fatto che, comunque, la persona con autismo sta cercando di comunicare.

Se per le persone neurotipiche è automatico rispondere ad una domanda come “Ciao, come stai?” dicendo “Bene e tu?” oppure con una forma di risposta equivalente,  per un soggetto con autismo non lo è. Imparare dei modi di rispondere in maniera mnemonica li aiuta a cavarsela in questo compito di socializzazione.

La famiglia cerca di scoraggiare l’imitazione di frasi. Un soggetto con autismo, quando si sente a suo agio con una persona (possono volerci anni), comincia a comportarsi in modo per lui naturale, esprimendosi con il linguaggio non verbale, con lo stimming (movimenti ripetuti), usando l’echolalia scripting per divertirsi insieme. Può anche usare un modo di esprimersi originale. Il modo di esprimersi delle persone autistiche, però, non sempre è conforme a quello che una persona neurotipica si aspetta, perché il loro cervello funziona diversamente.

Occorre decidere se consentire l’uso del social scripting o spingere ad espromersi con forme espressive originali che, però, possono sembrare strane per i neurotipici.

Il social scripting, quindi, è una sorta di copia e incolla di parti di conversazioni già sentite che vengono usate nelle situazioni di socializzazione per poter interagire nel modo che le persone neurotipiche si aspettano. Questo non impedisce alle persone con autismo di utilizzare anche modi più originali di esprimersi, ma lo fanno, di solito, con le persone che conoscono bene, in situazioni informali.

Impedire alle persone con autismo di usare lo scripting, potrebbe togliere loro un’opportunità di socializzare.

Utilizzare lo scripting per fini educativi

Questa loro capacità, inoltre, può essere utilizzata per insegnare loro alcune regole di comportamento sociale nella comunicazione. Si possono creare degli script, appositamente per loro, per imparare a comunicare in certe situazioni, così come si vede nell’esempio nella figura in alto. Col tempo e l’esercizio si può cercare di spingere a fare a meno dello scripting, una volta imparate determinate consuetudini utilizzate nelle conversazioni.


Logopedia per i più piccoli

Un video con alcuni consigli da tenere bene in mente quando si vuole insegnare a formulare delle semplici frasi ai bambini più piccoli. Alcuni consigli possono essere trasferiti anche nella metodologia da usare per l’insegnamento (non necessariamente limitato all’insegnamento di regole grammaticali) con ragazzi più grandi che hanno delle difficoltà di apprendimento. Mi riferisco, in particolare, ai consigli sul modo di porre le domande senza infastidire o causare una condizione ‘stressante’ all’alunno che comporterebbe, come conseguenza, un rifiuto a interagire con l’insegnante.

Autismo e scuole superiori

In questo video vediamo la prima parte di una serie di lezioni sull’autismo nelle scuole superiori. In questa parte si parla delle caratteristiche generali dei ragazzi e delle ragazze con autismo e di come sia diverso l’impatto dell’ambiente della scuola secondaria, rispetto agli ordini di grado inferiore. L’ambiente è molto più complicato. Negli USA, gli alunni si spostano da una classe all’altra per seguire le lezioni. Per loro questo è un problema, perché hanno bisogno di istruzioni precise sul da farsi, su come organizzarsi, ecc. L’aspetto relazionale e le abilità sociali sono un’altro aspetto importante per i ragazzi con autismo. Negli USA, in alcune scuole, vengono tenuti dei corsi per insegnare queste abilità sociali, ma non è possibile insegnare tutto. Ci sono alcune regole implicite nei comportamenti relazionali che non vengono insegnante e che le persone normalmente apprendono in modo intuitivo. Per i ragazzi con autismo questo non accade e bisogna specificare bene cosa si debba fare nelle diverse occasioni. Gli insegnanti devono strutturare le loro lezioni in modo da rendere facile agli alunni seguire le varie fasi, con le verifiche, l’utilizzo e l’organizzazione dei materiali, ecc. Strutturare il lavoro aiuta a creare un buon clima nella classe ed è di aiuto anche per gli altri alunni. Avere in classe gli alunni (da noi è la regola, negli Stati Uniti no) è una ricchezza per gli studenti e gli insegnanti. I primi imparano ad apprezzare le differenze con gli altri e anche a capire ciò che invece li accomuna. Gli insegnanti riescono a creare delle lezioni più coinvolgenti per tutti e se sanno fare le giuste domande, dopo essersi conquistati la fiducia degli alunni con autismo, dalle loro risposte possono migliorare la qualità delle loro lezioni. La prossima parte parlerà in modo più specifico delle strategie per gli alunni con autismo al fine della loro efficace inclusione in classe.

Traduzione: G. Gatto.

Trascrizione dei sottotitoli

Le strategie presentate in questo video
si basano su ricerche e buone prassi
Speriamo vi siano utili con gli alunni
Chiedete di descrivere un bambino con autismo
Vi risponderanno con stereotipi
un bambino non verbale
Chiusi, tagliati fuori
non comprendono il linguaggio
non pensano come dovrebbero
Rain man, lo dicono tutti
ha difficoltà a comunicare
hanno gravi disabilità cognitive
se qualche definizione va bene per alcuni ragazzi
non rappresentano il quadro completo
quando comprendiamo cosa sia e le conseguenze
capiremo meglio come agire e come integrarli nelle classi
CAPIRE L’AUTISMO. Una guida per gli insegnanti delle secondarie
1° video: caratteristiche
L’autismo è un disturbo persistente dello sviluppo
che ha conseguenze sulla comunicazione, relazione e interazione nei contesti
è una condizione neurologica che ha degli effetti sulla comunicazione e sulle interazioni sociali
Sono aumentati molto negli ultimi anni
è molto più facile incontrarli in classe, nelle comunità
capire il loro punto di vista può essere difficile
ma il confronto è utile
Se mi si chiede un parere su cosa li caratterizza
I soggetti con autismo elaborano le informazioni in modo diverso
Chi ha una disabilità visiva non processa le informazioni visive allo stesso modo
Le persone con autismo elaborano l’ambiente in modo diverso
spesso non comprendono di cosa parli
Hanno difficoltà a capire l’idea generale
Non interpretano il mondo come pensiamo
L’autismo è detto disturbo dello spettro autistico
Perché i sintomi si combinano in molti modi
con disturbi da lievi fino a disturbi gravi
Per questo si va da chi ha gravi disabilità a chi ha sorprendenti abilità
il QI può variare
da 20 a 150 o più
ci sono bambini che non parlano
e altri che parlano meglio di un docente
alcuni preferiscono stare da soli
e altri che vorrebbero fare amicizia ma non sanno come
possono essere sensibili all’ambiente
venendo distratti dal rumore di un computer […]
alcuni hanno un udito così sensibile
che possono sentire i rumori di lavori in corso
a distanza di decine di metri
possono distrarsi per il rumore di una matita su un foglio
o dal rumore di un quaderno sfogliato
è difficile per loro non tanto stare calmi
ma anche attendere, comprendere cosa accade intorno
al livello alto del funzionamento dello spettro
ci sono quelle persone abili nell’uso del linguaggio
e a farlo in modo efficace
da un punto di vista degli apprendimenti sono molto abili
e per questo spesso frequentano le classi mainstream
tuttavia hanno molte delle caratteristiche dell’autismo
Hanno gli stessi processi, solo un modo diverso di comunicare
I loro problemi risiedono nell’area
delle abilità sociali
è difficile orientarsi nell’ambiente sociale
possono essere ansiosi
questo crea difficoltà nei contesti complessi
nulla è più complicato delle superiori
nelle elementari non appaiono diversi dai loro coetanei
alle superiori si notano di più
le sfide del contesto sembrano sopraffarli
hanno molti insegnanti
devono comprendere regole diverse
spostarsi da una classe all’altra
il materiale per ogni classe
come tenere in ordine il materiale
in modo che sia pronto per il suono della campanella
come arrivare in classe in tempo
come socializzare nei corridoi
[…] cosa fare a pranzo
quanto tempo serve per fare i compiti
la scuola è bella ma ci sono delle sfide
come arrivare in classe in tempo
correvo per arrivare in tempo
L’autismo ha un impatto su molte aree dello sviluppo
e l’impatto è diverso per ognuno
per questo non esistono persone con l’autismo uguali
gli insegnanti delle secondarie devono essere in sintonia
con le modalità comunicative degli studenti
possono parlare e parlare bene,
ma la comprensione può avere delle difficoltà
hanno difficoltà a leggere tra le righe
non capiscono il sarcasmo o gli scherzi
un bambino con autismo
può non capire lo humor
potrebbero aver bisogno di istruzioni chiare
ho bisogno che tu faccia questo
ho bisogno che smetta di fare questo perché…
si sentono più sicuri se sanno cosa devono fare
cosa fanno bene e cosa non fanno bene
La comunicazione con i ragazzi con autismo
Deve essere appresa un alunno alla volta
Chiedo ai miei studenti come vogliono che comunichi con loro
Ho lavorato con bambini che con un gesto indicavano di non voler essere chiamati
Un’altra caratteristica comune nell’autismo
sono i comportamenti ripetitvi
che possono variare molto, dal dondolarsi allo sbattere le mani
Fino a quelli che si concentrano su un argomento, ripetendolo spesso
o hanno bisogno di fare le cose in un ordine preciso
cosa fanno bene e cosa non fanno bene
alcuni hanno grandi abilità verbali
Sono molto interessato nello studio dei pesci
come quelli che hanno più sale al loro interno che l’acqua stessa
solo perché parlano in modo approfondito in un monologo
non vuol dire che non hanno una disabilità
alcuni pesci si combattono finché uno cede
un monologo non è una conversazione
ti dicono tutto ciò che sanno
[ragazza] posso venire?
[ragazze]… mhh non lo sappiamo …
i nostri ragazzi sono ad un terzo dell’età cronologica
un bambino di 12 anni ad alto funzionamento
può avere abilità sociali di un bambino tra i 4 e gli 8 anni
molti non hanno competenze sociali
Le regole e le interazioni nelle conversazioni ‘casual’
non le comprendono
per interagire deve sapere quando intervenire (i turni)
saper interpretare le espressioni, i gesti
saper fare domande
sono tutte sfide per un bambino con autismo
spesso le persone con autismo non sanno cosa dire perché non sanno quale sia la cosa giusta da dire
le regole non scritte nell’interazione sociale
– che non capiscono – sono chiamate il curriculo implicito
è ciò che del mondo in qualche modo sappiamo
se c’è una persona sul bus, non ci sediamo di fronte ad essa
come lo sappiamo? nessuno ce lo ha insegnato
Invece le persone con autismo vanno a sedersi proprio di fronte
perché gli è stato detto di socializzare, di non ignorare le persone
il curriculo implicito contiene le regole non scritte
vi sono dei dettagli che nessuno ci ha spiegato in modo diretto
e le persone con autismo non le colgono
come mi comporto con chi conosco bene e chi conosco appena?
come mi comporto in classe, sul bus…
molte scuole hanno corsi per le abilità nelle interazioni sociali
Per spiegare esplicitamente ciò che si apprende intuitivamente
dall’esperienza quotidiana
si basa sul lavoro sulle abilità sociali
sull’interazione con altre persone
cose che serviranno anche dopo la scuola
cosa facciamo
dato che parleremo di espressioni appropriate
apprendono la prossemica
il tono da usare e argomenti simili
ho dei problemi con il contatto visivo
provo almeno per un po’ a farlo
coinvolgiamo studenti neurotipici per l’interazione sociale
proviamo a inscenare delle situazioni che riproducono quelle reali
Bullo 1: è lei la ragazza che ti piace? Quella laggiù?
Vittima: Sì
Bullo 1: vai e dille che è grassa, le piace
Vittima: sei sicuro? – Bullo: si
Se i corsi preparano gli studenti per le situazioni di ogni giorno
non li possono preparare a tutto
sei grassa
perché mi dici questo?
non si rendono conto di essere vittime di bullismo
per questo lo sono per più tempo
il fatto che le difficoltà nel linguaggio
che non sanno di essere vittima di bullismo
il fatto che si comportano in modo diverso
li rende dei facili obiettivi
bullo: non ci credo!
nella scuola secondaria
gli insegnanti vedono gli studenti in difficoltà
con le competenze di base
organizzare i materiali
programmare le verifiche da fare
sono spesso sfide formidabili per chi ha l’autismo
è l’attività che li impegna di più
tenerli al passo
ricordargli cosa devono fare
spiegargli che non stanno facendo la fase 2 3 e 4
che dovrebbero fare
l’ansia può essere alta
a confronto con tante informazioni in contemporanea
più rimangono indietro, più ansiosi diventano
e questo può condurre a comportamenti problema
anche se non ci sono studenti uguali
apprendono in modi simili
apprendono in modo visuale
hanno bisogno di vedere
e interpretare
quello che non è letterale
che non è atteso o presunto
deve essere reso esplicito
e dovrebbe anche essere scritto
vanno bene quando sanno cosa accade
entrano in classe e si aspettano di essere al loro posto in tempo col loro materiale
suona la campanella e sono pronti
alla lavagna scrivo il programma
così sanno cosa sta per accadere
e scrivo anche per i compiti per casa
così se non cambio dal primo all’ultimo giorno
se mantengo la struttura e la coerenza
penso sia molto importante per loro
la routine crea un buon clima in classe
e aiuta molti a ottenere ottimi risultati
c’è un ragazzo molto interessato alle piante carnivore
dato che non sa riconoscere il linguaggio non verbale
non avverte se gli altri si annoiano o sono interessati
continua a parlare dell’argomento
per tutto il tempo che vuole
puoi vederla come una difficoltà, tuttavia
probabilmente questo ragazzo probabilmente crescendo diventerà un botanico
le abilità uniche degli studenti con autismo
può ampliare le esperienze degli altri studenti e insegnanti
oltre le materie scolastiche
avere uno studente con autismo in classe
può insegnare agli altri
che esistono differenze
e ad accoglierle
nessuno è normale
ognuno è diverso
e questo ci rende interessanti
questo è un altra dinamica interessante
penso che possa insegnargli ad apprezzare le differenze
i bambini con autismo possono migliorare il tuo modo di pensare
se presti attenzione
se fai le domande giuste
e se si fidano
e si sentono accettati al punto da rispondere spontaneamente
scoprirai che la qualità e la ricchezza di quello che insegni
migliora grazie alle risposte ed alle idee che esprimono
recentemente con i ragazzi inclusi nelle classi
gli insegnanti hanno l’occasione i creare delle lezioni più coinvolgenti
per tutti i loro studenti
se possiamo assicurarci
che parte di quello che gli alunni
apprendono è che ci sono delle somiglianze
nelle attività che condividono, che a loro piacciono
probabilmente ci vuole un tempo maggiore per capire questa persona
ma si crea anche una connessione per cui capiamo che non siamo diversi
siamo anche simili
questa parte vi ha dato un quadro generale delle caratteristiche dell’autismo
e degli effetti sugli alunni con questa diagnosi
la prossima parte chiamata INCLUSIONE IN CLASSE
mostra interventi e strategie con i ragazzi con autismo
per la loro riuscita a scuola
per maggiori informazioni visitare www.researchautism.org
per domande specifiche contattare i responsabili dell’inclusione della vostra scuola
o il vostro CTS (centro territoriale di supporto) o CTI (centro territoriale per l’inclusione)