Remrov, la capacità di vedere i dettagli e le crisi nelle persone con autismo

Remrov, che abbiamo imparato a conoscere, è una persona con autismo che vuole far conoscere al mondo le caratteristiche, le speciali capacità e i problemi che deve affrontare chi ha la sindrome autistica. In questo video mostra il suo talento come artista, spiegando nei dettagli come ha realizzato il ritratto del suo animale ‘terapeutico’, Pilah. Dice che in un prossimo video approfondirà il discorso sull’effetto terapeutico del suo amico pennuto. È molto interessante sentire dalle sue parole quanta attenzione presti ai dettagli (cosa che gli viene naturale) e come sia difficile per Remrov ignorarli. È stato costretto, però, a farlo perché i dettagli erano troppo piccoli per le matite colorate che usava. Questo però gli ha causato molti problemi. “È come camminare in una foresta e cercare di non vedere gli alberi”, spiega. Tutto l’impegno che profondono le persone autistiche in ciò che cattura il loro interesse, provoca dei crolli, delle crisi (breakdown) quando il risultato non è all’altezza delle loro aspettative molto elevate. Quando le persone vedono i suoi lavori, dicono che nei disegni ci sono più particolari di quelli presenti nelle foto che usa come modello. Per Remrov, invece, non è così. Questo dimostra come i particolari che nota sfuggano ai neurotipici. Per evitare i crolli Remrov dice che ha imparato a fare delle pause, semplicemente. Prende una tazza di te o fa qualcosa di piacevole, prima di rimettersi al lavoro. Questo può sembrare banale, ma per i ragazzi con autismo è difficile non completare qualcosa in cui sono impegnati. Di solito sono così presi dai loro interessi che continuano per così tanto tempo senza interruzioni che alla fine sono stremati. Remrov dice che sta imparando a prendersi delle pause e che questo è di aiuto per evitare momenti di crisi o di crollo.





0:5 Ciao, sono Remrov, ho l’autismo classico
0:8 faccio questi video per educare sull’autismo
0:13 per creare un ponte tra il mondo neurotipico e autistico
0:19 vorrei essere la voce per le persone non verbali con autismo
0:21 oltre a parlare di autismo, essendo anche artista
0:26 disegno in modo fotorealistico tutto quello che mi piace
0:33 soprattutto la natura
0:36 la gente spesso mi chiede
0:41 se l’autismo incide sulla mia arte
0:48 sì è così, perché l’autismo mi fa vedere il mondo
0:59 e i miei lavori sono così, molto precisi nei dettagli
1:03 le persone spesso mi dicono
1:07 che i miei lavori hanno più dettagli
1:12 delle foto che uso come modelli
1:16 ma per me non è così (vede più dettagli dei neurotipici, ndr)
1:21 io li vedo quei dettagli nelle foto
1:25 come in tutto quello che vedo intorno a me
1:32 oggi voglio condividere qualcosa del mio disegno più recente
1:38 mi è stato chiesto sulla mia pagina di Facebook
1:43 la gente vorrebbe vedermi disegnare
1:46 molti mi dicono
1:52 che vorrebbero vedermi disegnare il mio piccolo amico pennuto Pilah
1:56 così ho deciso di farlo
2:00 è un progetto molto speciale per me
2:04 ho Pilah da 16 anni e
2:12 è registrato come il mio animale terapeutico
2:18 mi aiuta molto con le sfide che affronto come persona con autismo
2:19 è il mio amico speciale, così
2:26 vorrei fare un video anche sul fatto che è il mio animale terapeutico
2:35 con i miei disegni, naturalmente, voglio rendergli giustizia
2:43 all’inizio pensavo di farlo in bianco e nero come gli altri disegni
2:49 ma ho pensato che non fosse giusto
2:55 perché i bellissimi colori di Pilaf sono parte di lui
2:58 così ho deciso di usare i colori
3:03 è stata una sfida, perché non li avevo mai usati
3:09 ho iniziato dall’occhio (notate come non abbia pensato all’intera opera prima, ma sia partito da un singolo particolare,ndr)
3:14 la fronte e il becco
3:19 è venuto molto bene, ero contento del risultato
3:21 ho continuato con le guance, qui
3:27 ho cominciato ad avere dei problemi
3:33 a causa dell’autismo sono molto professionale
3:36 e voglio disegnare ogni minimo dettaglio che noto (attenzione ai particolari, ndr)
3:39 ma in questo caso
3:43 i dettagli erano troppo piccoli
3:46 per poter essere ricreati con le mie matite (pensate a quanto siano attenti,ndr)
3:33 le matite colorate sono effettivamente troppo grandi
4:03 per riprodurre i dettagli mi serviva un foglio grande il doppio o matite più piccole della metà
4:13 pensavo di cominciare da capo, ma vi avevo lavorato già da 20 ore e non potevo
4:18 ho capito che
4:22 avrei dovuto ignorare i dettagli più piccoli
4:29 e dare solo la sensazione della morbidezza delle piume sulle guance
4:33 invece di disegnare ogni minimo dettaglio che vedevo
4:37 ho provato a farlo
4:41 ma poi ho cominciato ad abbattermi
4:47 ho dovuto lottare per ignorare quei dettagli
4:54 era come camminare in un bosco e far finta che non ci siano gli alberi
5:00 per me era praticamente imposibile
5:09 pensavo di rovinare il disegno che per me era così importante
5:10 perché era il disegno del mio amico Pilaf
5:16 ogni mattina ho continuato con il disegno
5:21 cercando nuova energia e fiducia
5:28 ma continuavo ad abbattermi
5:34 ho persino cominciato a usare una gomma per cancellare
5:40 non l’avevo mai usata, perché crea delle sbavature
5:42 soprattutto con le matite colorate
5:53 hanno delle sostanze che creano sbavature o danneggiano la carta
6:01 ho avuto problemi per circa una settimana
6:07 il mio compagno mi ha aiutato a venirne fuori
6:12 mi ha supportato dicendomi che il lavoro che stavo facendo era fantastico
6:24 e che nessuno notava tranne me quei dettagli
6:26 così l’ho terminato
6:28 le guance
6:31 sono passato al petto
6:38 questa parte è stata più semplice da realizzare
6:45 ho avuto qualche problema a volte
6:58 ma ho trovato un modo per disegnare le piume senza pensare ai minimi dettagli
7:04 ho disegnato per circa 120 ore
7:08 e anche se ancora noto delle imperfezioni soprattutto nelle guance
7:13 sono comunque contento del risultato
7:18 ho imparato tante cose facendolo
7:25 accade anche ad altri ragazzi con autismo di abbattersi come è successo a me
7:28 capita di piangere, gridare…
7:35 questo accade quando le cose vanno in modo diverso da come ti aspetti
7:40 quando non riesci a ottenere qualcosa cui tieni tanto
7:42 e che vuoi realizzare alla perfezione
7:48 c’è una cosa che si può fare in caso di crolli nervosi
7:53 basta prendersi una pausa, una tazza di te
7:58 o qualche altra cosa che ti piace, per calmarsi
8:03 sto migliorando in questo, anche se il problema c’è ancora
8:07 perché odio fermarmi
8:19 fermarmi per me è difficile, quando le cose non vanno bene, voglio fermarmi quando le cose vanno bene
8:22 ancora ho problemi ad accettarlo
8:29 le persone con autismo sono molto determinate
8:38 ce la mettono tutta per raggiungere i loro obiettivi
8:45 è un fatto molto positivo questo, ma può anche diventare negativo
8:50 quando si spingono troppo oltre i loro limiti
8:56 e hanno un crollo nervoso quando sono esausti per lo sforzo così intenso
9:07 è bene riconoscere che si è stanchi e che serve una pausa
9:10 prima che si sia un crollo nervoso
9:16 ma è molto difficile
9:24 anche per me, nonostante sappia che mi capita ogni tanto di avere questi crolli
9:31 ma, modi per evitare i crolli come ad esempio…
9:36 fare delle pause in modo regolare durante il giorno
9:43 lavoro ad esempio per 45 minuti al mio disegno
9:48 e poi mi fermo per 10 minuti e poi continuo di nuovo
9:54 sarebbe un buon modo per evitare crolli nervosi
10:01 questo è quello che volevo dire sui miei progetti
10:06 e come funzionano i crolli nervosi e cose del genere
10:12 mi auguro vi sia piaciuto e che lo riteniate utile
10:21 fatemi sapere se avete delle domande nei commenti
10:28 o madatemi un messaggio, o se avete delle idee per argomenti di cui volete sapere di più
10:30 sull’autismo o sulle opere
10:36 Pilaf ed io vi auguriamo una buona giornata
10:40 e mi auguro di vedervi nel prossimo video
10:41 ciao

Gli interessi speciali dei ragazzi con autismo (secondo Remrov)

Pubblichiamo un altro video di Remrov con un altro ‘topic’ molto interessante: gli interessi ‘speciali’ dei ragazzi con autismo. Si tratta di un’altra caratteristica che accomuna molte persone con autismo: collezionare oggetti e particolari interessi. Alcuni le chiamano ossessioni, ma Remrov non condivide l’uso di questo termine per l’accezione negativa che la parola suggerisce, oltre che per il fatto che il legame a questi oggetti ha una funzione: rassicurano. Le persone con autismo, infatti, sono molto spaventate dalle situazioni nuove, dalle cose imprevedibili. In queste situazioni provano una forte ansia. Questi oggetti, cui sono così legati, li rassicurano e li confortano, lenendo l’ansia provocata dall’imprevedibilità di certe situazioni. Secondo Remrov, basta tenere in tasca uno di questi oggetti per essere più tranquilli (nel suo caso, porta con sé un piccolo pupazzetto dei puffi). C’è un altro aspetto cui prestare attenzione: la predilezione per i pattern, le sequenze. Anche in questo caso, l’artista dei disegni fotorealistici, ci fornisce una chiave per l’interpretazione di questa particolarità che accomuna molte persone con disturbi dello spettro autistico. I pattern, le sequenze che si ripetono, danno loro un senso di tranquillità perché sono prevedibili, a differenza degli eventi che accadono in società che non si possono prevedere e che, quindi, creano confusione e paura nelle persone con autismo.

Traduzione: G.Gatto.




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Il contatto visivo per le persone con autismo

In questo bellissimo video, Remrov, giovane artista con autismo, con un talento naturale per l’attenzione ai dettagli nel realizzare ritratti e altre opere fotorealistiche, spiega perché le persone con autismo hanno difficoltà a stabilire un contatto visivo con le persone.

Si nota spesso che le persone con autismo non guardano negli occhi l’interlocutore, se non per brevissimi periodi. Questo comportamento non viene interpretato correttamente dalle persone neurotipiche.

Vi sono diversi motivi dietro questo comportamento. Uno di questi risiede nella incapacità di leggere le espressioni del visto. Come conseguenza le persone con autismo, guardando l’altro, cercano continuamente di interpretarne il significato, perdendo il senso di quello che dicono. Se, poi, pensiamo al fatto che notano ogni dettagli e che hanno la tendenza a guardare la bocca più che gli occhi, possiamo capire come sia difficile per loro sostenere il contatto visivo.

Oltre a non saper interpretare le espressioni degli altri, non sono neanche pienamente capaci di esprimere ciò che provano con le proprie espressioni, per cui chi osserva l’espressione di una persona con autismo può fraintendere quello che provano veramente. Espressione e sensazioni interne, stati d’animo, non hanno quei segnali che siamo riconosciamo istintivamente nelle persone neurotipiche.

Quindi, quando una persona con autismo volge lo sguardo, non lo fa perché non è interessato, ma, al contrario, perché non vuole essere distratto dai mille particolari che osserva o dallo sforzo di interpretare le espressioni dell’altro. Lo fa perché vuole concentrarsi su quello che l’altro dice. L’interlocutore, però, se non è a conoscenza di questi fatti, penserà che non è interessato a continuare la conversazione, perché è quello che accade tra persone neurotipiche.

Tutte queste ragioni portano Remrov a dire che è meglio non forzare le persone con autismo ad avere un contatto visivo, perché lo sforzo che comporta fa perdere il senso di ciò che l’altra persona dice.

Il video è sottotitolato in italiano a cura dello sportello autismo Ancel Keys.




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0:0 0:3 ciao a tutti
0:3 0:05 sono un ragazzo con autismo
0:9 0:11 ho fatto questo video per educare sull’autismo
0:11 0:13 e per infrangere il muro tra il mondo dell’autismo e dei neurotipici
0:13 0:16 e voglio essere anche una voce per i ragazzi “non verbali” con autismo
0:25 0:28 in questo video voglio condividere qualcosa sul contatto visivo
0:30 0:35 il contatto visivo è molto importante nella nostra società
0:35 0:43 quando conversi le persone si aspettano un contatto visivo
0:45 0:50 ma il contatto visivo può essere molto difficile per persone con autismo
0:50 0:56 incluso me, per un paio di ragioni
0:56 1:02 una delle quali riguarda le espressioni
1:02 1:10 possono essere molto difficili da comprendere per persone con autismo
1:10 1:12 possono confondere
1:12 1:16 come tutte le altre forme di comunicazione non verbale
1:19 1:22 quando si guarda il viso di qualcuno
1:22 1:25 ci sono così tanti dettagli di cui tener conto
1:25 1:30 così tante cose in contemporanea
1:30 1:37 tanti dettagli sulle emozioni, sentimenti,
1:37 1:40 espressioni
1:40 1:49 tante informazioni confondono le persone con autismo
1:49 2:00 se si pensa a questo più le parole che le parole dette
2:00 2:04 le informazioni da elaborare allo stesso tempo sono tante
2:04 2:10 causando un sovraccarico delle unità sensoriali
2:10 2:16 quando converso e voglio stabilire un contatto visivo
2:16 2:22 perdo tutto quello che la persona dice per questo
2:22 2:30 un altro motivo per cui è difficile
2:30 2:44 è che non avviene automaticamente
2:44 2:48 ho imparato che durante una conversazione non devi necessariamente
2:48 2:53 guardare continuamente negli occhi
2:53 3:00 devi guardare un po’ negli occhi e poi guardare a lato,
3:00 3:05 oppure guardare le mani… ma per noi non è automatico (naturale)
3:05 3:09 quando io entro in contatto visivo
3:06 3:09 durante una conversazione, penso continuamente…
3:09 3:16 ‘ok! devo continuare a mantenere il contatto visivo?’
3:16 3:21 o sto guardando negli occhi di questa persona troppo a lungo?
3:21 3:26 sto intimidendo questa persona? lo fisso troppo?
3:26 2:32 penso a tutto questo allo stesso tempo
3:35 3:40 e mi perdo tutto quello che la persona dice
3:40 3:49 ci sono troppe informazioni, troppo da elaborare
3:53 4:05 un’altro motivo risiede nel fatto che sono troppo concentrato su me stesso
4:06 4:13 ma spesso non mi rendo conto della mia stessa espressione
4:13 4:15 dell’espressione del mio viso
4:15 4:20 spesso non corrisponde a ciò che provo effettivamente
4:21 4:30 quando converso spesso penso a come appaio, a come sembro
4:30 4:32 a com’è la mia espressione facciale
4:33 4:38 la mia espressione è giusta?
4:38 4:45 cerco di rassicurarmi, ma ho tanti dubbi e questo mi mette a disagio
4:47 4:54 quando qualcuno mi obbliga ad avere un contatto visivo
4:55 5:06 mi sento così a disagio che vorrei nascondermi
5:05 5:14 tutte queste ragioni insieme rendono impossibile elaborare le informazioni
5:14 5:18 allo stesso tempo
5:19 5:23 perdo tutto ciò che viene detto
5:23 5:28 per essere in grado di capire cosa dici
5:28 5:30 devo volgere lo sguardo
5:30 5:36 quando la gente vede che non guardo, pensano che non sia interessato
5:36 5:38 che non mi sono simpatici
5:38 5:44 ma è proprio l’opposto: mi interessa quel che dicono
5:44 5:49 per capire cosa dici devo volgere lo sguardo
5:50 5:59 alcuni voglio insegnare ad avere il contatto visivo ai ragazzi con autismo
6:00 6:07 ma personalmente non ritengo sia una buona idea
6:09 6:15 per tutto ciò che di cui ho parlato
6:15 6:20 ci possono essere persone con autismo che lo fanno
6:20 6:30 ma non li forzerei a farlo
6:30 6:35 perché ci sono buone ragioni per volgere lo sguardo
6:40 6:51 questo è tutto
6:51 6:55 spero che il video vi sia piaciuto e che lo troviate utile
6:55 6:58 se è così, cliccate sul pollice alzato
6:58 7:04 iscrivetevi al mio canale per imparare altre cose sull’autismo
7:05 7:13 se avete delle domande o idee fatemele conoscere
7:14 7:22 nei commenti, per email, le inserirò nel prossimo video
7:22 7:27 vi auguro una buona giornata
7:27 7:32 ci vediamo nel prossimo video, ciao

Un tutorial dell’artista Remrov

In questo secondo video, in inglese (non sottotitolato). Remrov spiega la sua tecnica per disegnare dei ritratti incredibilmente dettagliati. Questo dimostra come sia attento a tutti questi dettagli. È così consapevole di tutti i dettagli che deve rimuoverne alcuni per evitare alcuni effetti indesiderati. Per altre persone invece è vero l’opposto, devono concentrarsi per notare i dettagli.